|
|
CAMMINARE
di Massimo Mondini
Una
delle attività che più semplici ed efficaci per ricongiungerci
al nostro potenziale primitivo consiste nel semplice atto del camminare.
Lo stile di vita nomade o seminomade di buona parte delle popolazioni
primitive ha fatto sì che il camminare sia qualcosa di più
di una semplice azione motoria; i riferimenti simbolici legati al
camminare sono parte integrante di ogni linguaggio; nelle tradizioni
orali e nella letteratura di ogni nazione sono infinite le metafore
legate al viaggio: fonte di conoscenza, momento di confronto con altre
genti e culture, occasione di introspezione e di un contatto con sé
stessi più profondo. Secondo diverse culture il cammino può
divenire un atto di carattere mistico, come ci ricordano i numerosi
pellegrinaggi che tutt'oggi rivestono uno speciale significato nella
vita dei fedeli di tante religioni. E' inoltre noto a tutti che una
camminata, anche senza meta, è un buon modo per ritrovare la
calma, la chiarezza dei pensieri, l'ispirazione o qualsiasi altro
stato d'animo al momento necessitato.
Dal punto di vista corporeo, il gesto del camminare è prezioso
per la salute di chiunque e non andrebbe mai evitato, indipendentemente
dall'età e dalle condizioni fisiche. Sebbene gli effetti allenanti
siano limitati (negli studi principali non sono stati registrati variazioni
significative nei parametri di valutazione standard, come ,ad esempio,
il consumo di ossigeno, ecc.) il camminare è comunque un gesto
che attiva profondamente l'organismo sotto più punti di vista,
di particolare importanza sono gli effetti sulla circolazione sanguigna
e linfatica ed anche sul sistema nervoso e sulle articolazioni. Insomma
camminare ha un effetto positivo generico su tutto l'organismo; non
a caso Ippocrate era solito prescrivere una lunga camminata come primo
rimedio contro una lunga lista di malanni. Tale prescrizione è
particolarmente significativa se paragoniamo lo stile di vita attuale,
estremamente sedentario, a quello tipico della società Ellenica,
ove una corretta attività fisica era ritenuta della massima
importanza e soprattutto, l'esposizione allo stress urbano era decisamente
minore o nulla; ancora più importante quindi, per noi, concederci
lunghe passeggiate in mezzo alla natura.
Gli effetti
del camminare sono tanto più tangibili e benefici quanto più
il nostro modo di camminare è funzionale. Purtroppo
la maggior parte delle persone non cammina in maniera ottimale: le
lunghe ore di semi-immobilità dovute alla professione, allo
studio o ai sempre più preponderanti passatempi sedentari lasciano
il corpo irrigidito, più abituato al mantenimento di posizioni
e gestualità apprese per adattarsi alle dimensioni ed alle
dinamiche delle nostre abituali postazioni di lavoro (automezzo, computer,
ecc.) rispetto alla mobilità richiesta dallo spostamento.
Le principali catene muscolari, contratte e accorciate, non consentono
la normale estensione del passo, la pelvi e le spalle non ruotano
a sufficienza e l'arco di movimento delle caviglie è ridotto:
in tal modo camminare diviene un gesto poco armonico, faticoso e,
per qualcuno, logorante.
Per goderne di tutti i benefici di questa attività oltre che
del gesto stesso, è necessario adottare alcuni semplici accorgimenti
che, nel tempo, restituiranno al nostro passo tutta l'elasticità
e l'eleganza che gli compete:
· Camminare su superfici naturali (prati, sentieri, ecc.):
le pavimentazioni dure e livellate "addormentano" la sensibilità
di piede e caviglia.
· Non vestire calzature, se la stagione le rende indispensabili
queste dovranno essere senza tacco, non strette, flessibili e leggere,
dovranno soprattutto lasciare mobilità alle dita del piede.
· Non tenere niente in mano: se si deve portare appresso qualcosa
usare zainetto o marsupio.
· Evitare abiti stretti, soprattutto a livello della cintura.
· Mantenere la schiena eretta ma non rigida, ruotare le spalle
qualche grado in più rispetto alla nostra rotazione abituale
e lasciare oscillare naturalmente le braccia.
· Enfatizzare leggermente il movimento della caviglia per migliorare
la propulsione
· Non tenere lo sguardo fiso a terra cercare anzi di guardare
più lontano possibile ed al contempo utilizzare la visione
periferica per mantenere ampio il campo visivo. (i movimenti oculari
influenzano decisamente le dinamiche motorie della deambulazione).
Se il significato "interiore" e metafisico del cammino è
presente in ogni cultura, nelle popolazioni primitive questo è
talmente integrato col gesto e col corpo stesso da essere identificato,
talvolta, con la vita stessa. Nei canti, nei miti e nelle leggende
il cammino appare come gesto supremo: in effetti esso è lo
strumento per procurarsi il cibo, per azionare la fisiologia, per
mantenere sano il corpo; la sua sacralità è così
esplicitata:
"A
mezzanotte
io cammino
contro i venti
io cammino
nella notte
Io cammino
Quando il gufo grida
io cammino
al sorger del sole
io cammino
quando il corvo lancia il suo richiamo
io cammino"
Canto Lakota
"Il
cammino è mio compagno. Mi parla sotto i piedi tutto il giorno,
canta i miei sogni tutta la notte. Il mio incontro con lui non ebbe
inizio, comincia senza fine ogni mattino rinnovando la sua estate
in freschi fiori e canzoni e ogni suo nuovo bacio è il primo
bacio per me."
(Rabindranath Thakur - Raccolta di frutti - Londra 1916)
Vi
sono infinite altre citazioni possibili, molte tratte dalle tradizioni
nomadi; anche in produzioni culturali più vicine alla nostra
compaiono concetti analoghi espressi in maniera del tutto simile: dal
detto latino Solvitur ambulando, "camminando si trovano soluzioni"
al pregevole trattato di De Balzac (Teoria del camminare) di cui consiglio
caldamente la lettura, fino a Soren Kierkegaard (Lettera a Jette): "Soprattutto,
non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo
uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri
migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così
gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata
ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati
perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene."
|