Nuove idee sulla prevenzione e il recupero degli infortuni
Vantaggi del MA nel potenziamento delle funzionalità degli arti inferiori
MA e riabilitazione globale: un approccio sistemico
Migliorare il riposo e il recupero
Effetti del cannottaggio sulla schiena
Psicofarmaci
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Emissione Vocale
Stress: si può e si deve combattere
Sogni
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Standard e aspettative
Discorsi sul benessere
Qualche giornata con i bambibi di Chernobyl
Le mode del mondo del Fitness
Elementi di pedagogia primitiva
L'apprendimento
Pensiero primitivo e handicap
Vita primitiva: Homo Homini Homo


Obiettivi


La diffusione del movimento arcaico persegue fondamentalmente tre scopi

  • Migliorare il benessere delle persone
  • Aumentare la socialità e l'aggregazione
  • Diffondere e salvaguardare le culture primitive

Il benessere (e sull'essere)

Negli ultimi anni si è parlato tanto di benessere e se ne continua a parlare in tutti i modi possibili: esistono riviste specializzate, inserti nei quotidiani, rotocalchi televisivi, rubriche radiofoniche e diversi siti web dedicati all'argomento. Non è facile parlare di benessere; le opinioni in merito sono tante, ogni matrice culturale propone delle "linee guida" che vengono comunque poi ulteriormente interpretate dagli addetti al settore: abbiamo la medicina convenzionale e quella alternativa, le medicine complementari e le cosiddette tecniche olistiche, gli approcci spirituali e quelli psicologici. Ogni scuola ha da dire la sua e ogni scuola propone concetti interessanti; su alcuni temi spesso convergono e su molti altri prendono posizioni totalmente opposte ma tutte sono d'accordo su un fatto: l'uomo, la donna e il bambino moderni sono assoggettati ad uno stile di vita carico di fattori nocivi per la salute fisica e psichica. D'altronde non occorre essere professionisti del settore per notare che ormai, più o meno ovunque,
le prestazioni richieste all'essere umano in campo lavorativo e sociale tendono a scinderlo dai suoi bisogni più profondi: che si viva a New York o a Nuova Dheli, in una capitale europea o del sud est asiatico, sì è comunque sottoposti, ogni giorno, ad una grande quantità di fattori poco rispettosi del nostro benessere
. Tali fattori possono essere: abitudini alimentari malsane, lavoro sedentario o fisicamente logorante, tempo "libero" occupato da mille impegni, scadenze improrogabili, vita relazionale insoddisfacente o "tesa", esposizione ad agenti inquinanti (smog, pesticidi, prodotti industriali di ogni genere), rumori, fretta, vita sessuale insoddisfacente, litigi, preoccupazioni famigliari, ecc.
Gli effetti prodotti da quello che ci circonda sono sotto gli occhi di tutti e anche sotto la pelle: otto italiani su dieci soffrono, in età adulta, di mal di schiena; uno su quattro ha problemi di carattere psichico; le varie patologie legate allo "stress" come cefalee, gastriti, coliti, ecc non si contano; i ragazzi sviluppano sempre in età più precoce stati di ansietà o addirittura attacchi di panico, per non parlare della depressione infantile.
Il quadro potrebbe apparire sconfortante, e di fatto lo è, ma è anche possibile fare molto per migliorare la qualità della nostra vita di cittadini: esistono diverse possibilità per incrementare il benessere indipendentemente dall'età, dal sesso e dalla disponibilità economica. Tralasciando l'auspicabile trasformazione della nostra civiltà, per la quale ognuno comunque può fare qualcosa, cerchiamo di trovare dei margini di miglioramento nel nostro spazio privato.
Negli ultimi anni è stata pubblicata una quantità di manuali che promettono e forniscono consigli utili per un miglior stato di salute; alcuni tra questi sono particolarmente interessanti e validi poiché scritti da autori dotati di profonde conoscenze nel campo della medicina e realmente sensibili alle suddette problematiche odierne. Su questi manuali troviamo importanti suggerimenti a proposito dell'alimentazione, dell'esercizio fisico, delle abitudini e anche del pensiero e delle emozioni; ciò che però è importante ricordare e che, prima di attuare o tentare ogni eventuale sperimento o modifica del proprio stile di vita spinti da un preciso e specifico malessere, è necessaria una approfondita e serena presa di coscienza del nostro stato attuale. Infatti, per quanto concerne l'esperienza di numerosi terapeuti, un singolo sintomo (sia esso sotto forma di dolore fisico o di disagio emotivo) solitamente non rappresenta uno stimolo sufficiente per introdurre cambiamenti nella nostra routine. Può sembrare strano ma l'essere umano, come tutti i sistemi complessi, tende all'economia di funzionamento e le abitudini, gli schemi ripetuti rappresentano al meglio questa sorta di "economia esistenziale". Pertanto, anche se soffriamo di qualche disturbo, abbiamo dentro di noi una forza che ci tiene parzialmente radicati alle abitudini nocive: per questo per molta gente è così difficile cambiare! Non è pigrizia e non si tratta nemmeno di essere in qualche modo "sbagliati", semplicemente aderiamo ad un principio di sopravvivenza potente e primitivo e, in questo caso, molto poco funzionale al nostro benessere. Saremo quindi portati a rispondere al sintomo (ad esempio il mal di schiena) con la risposta più rapida ed "esistenzialmente" più economica (un analgesico): ciò non risolve definitivamente il problema; l'effetto del farmaco sarà temporaneo e non privo di controindicazioni ma abbiamo comunque prodotto un miglioramento e, al nostro cervello, tanto basta. Insomma un singolo sintomo, per il nostro sistema di percezione, rappresenta un piccolo problema per cui il nostro sistema motivazionale ci porterà ad una piccola soluzione, mentre la percezione di più livelli da aggiustare, la necessità di cambiamenti su più fronti porterà a motivarci verso soluzioni più complessive e durature, che terranno conto dell'intero sistema e, in fin dei conti, più economiche.
Una volta valutata e percepita la nostra reale condizione fisica ed emotiva è bene cominciare subito a fare qualcosa , o a smettere di fare qualcosa, per migliorarla
A differenza di un singolo sintomo, una visione di insieme della nostra attuale condizione psicofisica può essere molto più stimolante per cambiare la nostra vita verso uno stato di maggior benessere, un punto di partenza per sentirci ogni giorno un po' meglio e magari poi tra qualche tempo guardarci indietro e notare quante cose siano cambiate.


Socialità e società

La struttura della società contemporanea ha portato e sta portando sempre di più alla perdita delle identità sociali (paese, rione, clan famigliare...) con conseguente anonimato del singolo (sempre più isolato) e carenza di relazioni umane significative a causa dell'individualismo sempre più accentuato proposto come modello unico al quale tendere.
I sociologi parlano di "caos valoriale"; è comunque evidente l'attuale mancanza di una visione antropologica completa ed unitaria: la persona non è parte di un contesto in cui ha valore e significato in termini relazionali, ma è individuo che è chiamato in maniera sempre più settoriale a dare risposte adeguate alle richieste sociali, in termini di prestazioni (lavorative, civili, comportamentali, amatorie, paradossalmente anche spirituali).
L'uomo odierno ha ratificato l'esistente, di fronte ad un mondo che si disgrega e corre sempre più forte non ricerca un senso unitario ed una serenità di lettura, ma si adegua, e fa dell'adeguarsi l'obiettivo primario: il fine è stare nel gioco col massimo profitto ed il minor danno possibile; ne deriva un'etica implicita (e non) improntata alla performance.
A tale impostazione della vita consegue la tendenza ad affrontare con le proprie sole forze disagi, sofferenze, senso di solitudine ed emarginazione e quando si cercano strade alternative, il percorso non è così facile:
La condivisione affettivo-confidenziale dei problemi personali si attua spesso con solo significato di azzeramento o lenimento immediato del proprio disagio: sfogarsi insieme vuol dire che tutti abbiamo qualcosa da sfogare, per cui nessuno è in difetto, cioè andiamo tutti bene così. Si instaura quindi una sorta di teatrino che si inizia e si conclude senza una vera evoluzione.
Purtroppo nella nostra società sono rari i casi in cui si ricerca realmente un autentico aiuto, poiché farlo coincide con l'ammissione della propria debolezza e quindi sconfitta.

Con la diffusione del movimento arcaico vogliamo promuovere una cultura che rielabori interamente l'etica precedentemente esposta; una cultura che mira ad un'umanità integrale ed integrata, un uomo cioè che tenga conto con la stessa accortezza dei suoi aspetti corporei, sentimentali, razionali, sociali. Fare del disagio un segnale da ascoltare con interesse, un messaggio delle propri dimensioni più profonde che chiedono in tal modo ascolto. Fare dei bisogni emotivi una dimensione irrinunciabile, che possono e devono trovare risposta in un contesto umano significativo, legato alla rete territoriale della società viva, che passi attraverso una partecipazione attiva alle sue dinamiche
A tal fine si può rivelare prezioso l'avvicinarsi a modelli culturali e sociali tipici delle civiltà primitive, nelle quali è connaturata la pratica della condivisione: nel clan il problema di uno (ad esempio un figlio malato) diviene il problema di tutti. La nostra società ha creato e sta creando tante strutture e tante figure professionali per combattere vari tipi di disagi tutti, più o meno, legati all'emarginazione… è già qualcosa ma è necessario anche intraprendere dei percorsi di prevenzione e di educazione affinché tali fenomeni divengano sempre più limitati.
Promovendo una cultura del benessere più ricca del modello culturale esistente, imperniata sul reale soddisfacimento delle esigenze umane più profonde; le persone si ritroverebbero l'abilità di disporre pienamente delle proprie risorse, la capacità di affrontare ogni situazione esistenziale in termini costruttivi, creativi e non meramente reattivi. In questo modo, ripartendo dalla persona, si può ipotizzare di evolvere la società.

Diffondere e salvaguardare le culture primitive

Sul nostro pianeta sono ancora presenti popolazioni che da sempre vivono in perfetta armonia con la natura: tali popoli oggi faticano a sopravvivere a causa della progressiva scomparsa del loro ambiente. Il patrimonio culturale che essi rappresentano potrebbe essere, se dimostriamo l'intelligenza sufficiente a coglierne gli aspetti che più divergono dagli attuali modelli, la strada per riavvicinarci ad una vita veramente "umana".


www.granbaol.org

sito di varia informazione
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la fondazione di chi ha il coraggio di impegnarsi contro ogni difficoltà
www.telefonoblu.it
organismo di tutela del turista consumatore e per la qualità del turismo
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a cura di telefono blu
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